Escursione al cratere Eldborg: camminando sul bordo del cono di spruzzi di Snæfellsnes

Eldborg è quel tipo di vulcano che sembra disegnato anziché eruttato: un cono di scorie dalla forma ovale e regolare che si staglia solitario sulla pianura lavica di Mýrar, a circa 60 metri di altezza rispetto alle rocce circostanti. Il bordo del cratere ha un diametro di circa 200 metri e scende per circa 50 metri verso l’interno della conca. Si è formato durante un’eruzione avvenuta tra i 5.000 e i 6.000 anni fa ed è monumento naturale protetto dal 1974. Per gli ospiti che percorrono l’itinerario tra Borgarfjörður e Snæfellsnes, rappresenta una facile escursione di mezza giornata a circa 50 minuti da The Hvítá Inn.
Come arrivare dalla struttura
Dalla struttura, dirigetevi verso nord e ovest lungo la Road 1, poi svoltate sulla Road 54 in direzione della penisola di Snæfellsnes. Fate attenzione al bivio segnalato per la fattoria di Snorrastaðir, seguite il breve sentiero sterrato e parcheggiate nell’area di sosta indicata. Il tragitto in auto dura circa 50 minuti. Poiché Eldborg si trova alla base della penisola, rappresenta una prima tappa ideale per un tour ad anello di Snæfellsnes senza traghetti: in giornata potrete poi proseguire verso Búðir, Arnarstapi e la costa del Snæfellsjökull.
La camminata verso il bordo
Il sentiero che parte da Snorrastaðir è lungo circa 2,5 km a tratta (circa 6 km tra andata e ritorno); calcolate quindi da un’ora e mezza a due ore e mezza a seconda del vostro passo e di quanto tempo deciderete di fermarvi in cima. Il tratto di avvicinamento è decisamente pianeggiante e attraversa arbusti di betulla e antica lava. Per le famiglie, un piccolo avvertimento: il terreno è facile, ma passerete l’intera camminata con gli occhi fissi sul sentiero, poiché il percorso si snoda attraverso un campo lavico disseminato di rocce, dove pietre instabili e fessure insidiose per le caviglie sono all’ordine del giorno. I bambini più piccoli possono farcela, ma dovranno guardare dove mettono i piedi anziché guardarsi intorno.
L’ultimo tratto è una breve e ripida salita per raggiungere il bordo, agevolata in alcuni punti da una catena fissa. È un passaggio corto ma in cui bisogna aiutarsi con le mani, e può risultare scivoloso dopo la pioggia. Dalla cima si può ammirare l’intero ovale del cratere e una vista che spazia sulla pianura fino alle montagne di Ljósufjöll. Eldborg è un sito protetto, pertanto vi preghiamo di rimanere sul sentiero tracciato lungo il bordo e di non scendere lungo le pareti interne del cratere.
Cosa portare e quando andare
- Come arrivare: circa 50 minuti in auto da The Hvítá Inn percorrendo la Road 1 e poi la Road 54 fino alla fattoria di Snorrastaðir; parcheggiare nell’area di sosta segnalata.
- Distanza e tempo di percorrenza: circa 6 km tra andata e ritorno; calcolare circa 1,5–2,5 ore.
- Terreno: avvicinamento pianeggiante su campo lavico, seguito da una breve salita assistita con catene fino al bordo del cratere.
- Calzature: scarpe robuste o scarponcini da trekking con un buon grip; la lava è irregolare e la salita finale può essere scivolosa.
- Da mettere nello zaino: un capo antivento, acqua e uno spuntino; non ci sono servizi lungo il sentiero.
- Periodo migliore: da maggio a settembre; la pianura è molto esposta, quindi scegliete una giornata asciutta e poco ventosa, partendo con ampio anticipo rispetto al tramonto.
Snorrastaðir è una fattoria attiva che in passato ha offerto passeggiate a cavallo e alloggi in loco; vi consigliamo di verificare la disponibilità dei servizi sul posto prima di fare affidamento su di essi.
Dove soggiornare
The Hvítá Inn sorge sulle sponde del fiume Hvítá, a Hvítárbakki nel Borgarfjörður, a circa 75 minuti da Reykjavík e a circa 50 minuti dall’inizio del sentiero per Eldborg. Questa posizione ideale vi permette di camminare fino al cratere in tutta tranquillità al mattino, inserire l’escursione in un tour completo di Snæfellsnes e rientrare la sera stessa in una camera con bagno privato. Prenotate direttamente su Ourhotels.is per assicurarvi la tariffa migliore.
Foto: Axel Kristinsson via Wikimedia Commons, CC BY 2.0.