Grotta lavica di Surtshellir: la grotta selvaggia e libera da esplorare in autonomia

La maggior parte delle famose grotte islandesi prevede una biglietteria, un caschetto e una guida. Surtshellir no. Si trova all’aperto nel campo di lava di Hallmundarhraun, nell’Islanda occidentale, ad accesso libero e completamente allo stato naturale: niente illuminazione, niente passerelle, niente ringhiere, nessuno a controllarvi. Se cercate un’esplorazione sotterranea autentica e alle vostre condizioni, questa è la meta verso cui dirigere il vostro fuoristrada.
Perché scegliere Surtshellir invece delle grotte a pagamento
La grotta a pagamento di Víðgelmir, a pochi chilometri di distanza nello stesso campo di lava, è l’opzione più attrezzata: passerelle in legno, luci e una guida. Surtshellir è l’esatto opposto. È uno dei tunnel di lava più lunghi d’Islanda: la galleria si snoda per circa 1,5-2 km e, unendosi alla vicina Stefánshellir, il sistema raggiunge una lunghezza di circa 3,5 km. Per molto tempo è stato il tunnel di lava più lungo conosciuto al mondo. La grotta prende il nome da Surtr, il gigante del fuoco della mitologia norrena che, secondo la profezia, brucerà il mondo alla fine dei tempi: un nome perfetto per un tunnel scavato da un’eruzione lavica risalente all’epoca della colonizzazione dell’Islanda.
Com’è davvero l’interno
Non c’è un sentiero. Il suolo è un ammasso instabile di detriti lavici e blocchi di roccia crollati dal soffitto, quindi ogni passo va calcolato con attenzione: in questo luogo bisogna muoversi lentamente e mantenere tre punti di appoggio nei passaggi più difficili. Superato l’ingresso, la luce svanisce rapidamente e, addentrandosi, ci si ritrova in un buio davvero pesto. La camera più bassa e situata più a ovest si chiama Íshellir, la “grotta di ghiaccio”, dove il suolo è coperto da una lastra di ghiaccio perenne e si creano spettacolari formazioni di ghiaccio. Portate con voi una torcia frontale con un’ottima autonomia e, idealmente, una luce di riserva: la torcia del telefono non è assolutamente sufficiente per un tunnel così lungo e buio.
Come arrivare e cosa portare
L’accesso avviene dalla Road 518 (la stessa strada per Víðgelmir), per poi immettersi sulla strada sterrata F578 (F-road). L’ultimo tratto di circa 8 km è su uno sterrato sconnesso; un veicolo 4×4 è la scelta più sensata, e molti contratti di noleggio vietano di percorrere questa strada con una normale auto a due ruote motrici. La strada è chiusa in inverno, quindi si tratta di un’escursione da fare nei mesi più caldi. Organizzatevi per essere completamente autosufficienti, poiché sul posto non è presente alcun tipo di servizio.
- Come arrivare: Road 518 e poi F578; gli ultimi ~8 km sono su sterrato sconnesso e richiedono un 4×4. Verificate prima le regole del vostro noleggio per le F-road.
- Durata: Calcolate circa 1,5 o 2 ore sul posto per esplorare la grotta in sicurezza, oltre al tempo di percorrenza per andare e tornare.
- Cosa portare: Torcia frontale più una luce di riserva, scarponcini da trekking robusti che sostengano la caviglia, guanti, abbigliamento caldo a strati e acqua.
- Periodo migliore: Solo in estate (la F-road chiude in inverno). Andateci con la luce del giorno, così il viaggio di ritorno sullo sterrato sarà più agevole.
Trattate questo luogo con rispetto: non ci sono guide a cui rivolgersi né segnale telefonico su cui fare affidamento. Informate qualcuno del vostro itinerario, fate attenzione a dove mettete i piedi e tornate indietro se le condizioni o la vostra sicurezza vengono meno.
Dove alloggiare
Scegliete come base Hvítá Trucks, camion da spedizione convertiti situati sulla sponda del fiume Hvítá a Hvítárbakki, nel Borgarfjörður. Vi troverete già nel cuore della regione dei campi di lava e delle cascate dell’Islanda occidentale, a breve distanza dalla deviazione della Road 518 verso Hallmundarhraun: potrete così partire presto per affrontare lo sterrato verso Surtshellir e rientrare la sera in un vero e proprio campo base per avventurieri. Prenotate direttamente su Ourhotels.is per ottenere la tariffa migliore.
Foto: Christoph Strässler via Wikimedia Commons, CC BY-SA 2.0.