Museo dello squalo di Bjarnarhöfn: degustazione di squalo fermentato (Hákarl) a 25 minuti da Stykkishólmur

Una vera fattoria attiva, non un set turistico
Bjarnarhöfn è una vera fattoria attiva sulla costa settentrionale della penisola di Snæfellsnes, e la famiglia che la gestisce lavora lo squalo di Groenlandia per produrre lo hákarl da generazioni. Il piccolo museo si trova proprio all’interno della fattoria, accanto ai capannoni di essiccazione dove lo squalo viene effettivamente appeso; quindi, l’odore che vi accoglie all’ingresso non è un’attrazione artificiale, ma il risultato concreto del processo di lavorazione. Barche da pesca, antichi strumenti di lavorazione e fotografie della storia di famiglia riempiono lo spazio espositivo, e la fattoria rifornisce ancora oggi di hákarl i ristoranti e i negozi di tutta l’Islanda.
Come si produce lo hákarl
Lo squalo di Groenlandia è velenoso se consumato fresco: la sua carne contiene alti livelli di urea e ossido di trimetilammina (TMAO), sostanze tossiche per l’uomo finché non si decompongono. La lavorazione tradizionale inizia seppellendo lo squalo per diverse settimane, per poi appenderne i filetti in un capannone aperto ai lati per mesi, lasciandoli asciugare fino a quando non si forma una crosta scura. È proprio questa lenta fermentazione a neutralizzare le tossine e a trasformare un pesce altrimenti immangiabile in hákarl. A Bjarnarhöfn potrete passeggiare all’interno del capannone di essiccazione e osservare lo squalo nelle diverse fasi del processo, da quello appena appeso a quello completamente stagionato.
L’assaggio (e l’odore)
Ogni visita si conclude con un piccolo cubetto di hákarl infilzato su uno stuzzicadenti. Il sapore è più delicato di quanto l’odore lasci supporre, ma la zaffata di ammoniaca al primo respiro è il motivo per cui questo piatto è così famoso. La tradizione vuole che venga accompagnato da un cicchetto di brennivín, la tipica acquavite islandese nota anche come “morte nera”, offerta come parte della degustazione. Si tratta di una tappa breve e memorabile piuttosto che di un pasto completo: la maggior parte dei visitatori si trattiene dai trenta ai sessanta minuti, incluso il tempo per visitare la mostra.
- Come arrivare: Circa 25 minuti in auto da Stykkishólmur lungo la Route 54, sul versante settentrionale di Snæfellsnes in direzione Grundarfjörður.
- Durata: Circa 30–60 minuti per la visita al museo, al capannone di essiccazione e per l’assaggio.
- Orari: Aperto tutti i giorni, indicativamente dalle 10:00 alle 17:00.
- Cosa portare: Una mente aperta e, se siete sensibili agli odori forti, qualcosa da tenere sotto il naso all’ingresso.
- Consiglio sull’itinerario: Abbinatelo a un tour ad anello di Snæfellsnes; si trova in una posizione strategica tra Stykkishólmur e Grundarfjörður.
Dove alloggiare
Lo Stykkishólmur Inn è la base ideale per questo viaggio: si trova nel centro storico di Stykkishólmur, interamente percorribile a piedi, a circa 25 minuti dalla fattoria di Bjarnarhöfn. Potrete così inserire la visita al museo dello squalo come una breve deviazione prima o dopo aver esplorato il porto e il resto di Snæfellsnes. Prenotate direttamente su Ourhotels.is per assicurarvi la tariffa migliore.
Foto: Bri da Philadelphia, USA via Wikimedia Commons, CC BY-SA 2.0.